Sulle tracce del vecchio Trenino FAP da Campotizzoro a Gavinana
 

Abbiamo ripercorso parte del tracciato che, in origine, univa Limestre a Mammiano, passando per vari paesi della montagna pistoiese. 

 

18 giugno 2017

18 giugno 2017 Gavinana 2 
Il gruppo di escursionisti tosco-emiliano ha raggiunto la prima meta: la stazione di Maresca, ristrutturata dalla Banca di Credito Cooperativo della Montagna Pistoiese che ne ha fatto la propria sede
 

Come riportato sulla locandina dell’escursione, ci siamo ritrovati alle 9:30 in un parcheggino di Campotizzoro posto proprio di fronte alla ex-stazione, che adesso ospita il ristorante “La Vela”.  Eravamo due gruppi, uno proveniente da Bologna e uno da Pistoia, con l’intenzione di percorrere al mattino l’itinerario del vecchio Trenino FAP e nel pomeriggio di visitare il museo della SMI.
Ci siamo incamminati su per Via Orlando, fin quando abbiamo deviato sulla destra in un grande spiazzo ospitante i capannoni SMI della zona Nord. Poco dopo, un cartello ci ha indicato l’inizio del nostro itinerario e la strada si è fatta stretta e sterrata, adatta giusto al passaggio di un treno a scartamento ridotto di 950 mm. Era abbastanza caldo, ma un benvenuto venticello e l’aria asciutta non ce lo facevano pesare. Il tragitto era gradevole e non è mai stato troppo impegnativo, in quanto un treno non può arrampicarsi su delle pettate…
Il sentiero è tenuto bene, delimitato sull’esterno da una caratteristica staccionata nel tratto che sfocia in Piazza della Stazione a Maresca, dove è utilizzato come passeggiata dai villeggianti di ogni età. Qui c’è un bel parco attrezzato per i bambini e dove ci si può riposare, seduti sulle panchine all’ombra della folta vegetazione. Davanti abbiamo la stazione di Maresca, nella quale ha fatto la propria sede la Banca di Credito Cooperativo della Montagna Pistoiese, dopo averla ristrutturata lasciando però inalterato l’aspetto esterno.
Di fronte all'entrata c'è una peculiare fontana davanti alla quale, dopo esserci dissetati, abbiamo scattato la foto di gruppo che vedete sopra. Notevole l’insieme: la statua di una fanciulla che tiene una brocca da cui sgorga acqua in un’ampia vasca, una pavimentazione a mattoncini con cordolo in pietra e un’ampia seduta posta a lato, intarsiata con frammenti di ceramica colorati.

 

18 giugno 2017 Gavinana 6Per alcuni l’escursione aveva toccato la meta prefissata e sono tornati a Campotizzoro, dove avevano prenotato il pranzo al ristorante, prima della visita al museo. Il resto del gruppo è proseguito verso Gavinana, attraverso un percorso campestre e boscoso intersecantesi con brevi tratti di asfalto. Abbiamo incontrato varie 18 giugno 2017 Gavinana 4piccole stazioni intermedie, adibite ad abitazioni civili pur mantenendo la tipica estetica originale.

 

Ad un tratto, a margine del sentiero, sono spuntati alcuni enormi alberi di ciliegie mature che erano uno spettacolo vedere. Notando per terra molti frutti marciti e considerato il luogo isolato, abbiamo pensato che nessuno fosse interessato alla raccolta e, come potete notare nella foto sopra, ci siamo dati da fare. C’era solo l’imbarazzo della scelta: tradizionali o amarasche!

 

Allorché qualcuno ha espresso l’opinione che forse era il momento di smettere, onde evitare di avere impellenti problemi di pancia prima di tornare a valle, siamo ripartiti e una mezzora dopo siamo giunti sulla strada provinciale che portava a Gavinana. La stazione si trovava a un paio di chilometri sulla sinistra ma… non l’abbiamo raggiunta. La colpa è mia, perché in fase di organizzazione non pensavo che gli escursionisti volessero arrivare fino a Gavinana ma si fermassero lì e, di conseguenza, non mi ero accertato di quale fosse il percorso più breve. Così,  contrariamente ad alcuni che volevano prendere in discesa a sinistra, io li ho indirizzati in salita a destra. Siamo arrivati sì a Gavinana, ma allungando di molto e scansando la stazione…

 

Prima di entrare nel paese stavo ancora rimuginando sulla cosa e mi chiedevo come mai un amico di Pistoia non era venuto, quando sento da dietro il suono di un campanello di bicicletta; mi scanso, mi volto e… era lui, cioè Antonio che, da amante di questo mezzo, aveva preferito venire da Prato con la mountain bike. Con il gruppo ora al completo, siamo giunti nella piazza del paese dominata dalla statua di Francesco Ferrucci, dove abbiamo avuto la possibilità di ammirare un raduno di auto d’epoca. Erano le tredici e ci siamo fermati ad un bar per un aperitivo, poi il pranzo al sacco; ci siamo quindi incamminati sulla strada del ritorno, per giungere in tempo a Campotizzoro per la visita alla SMI. 

 

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Alcune foto della passeggiata sulla via del vecchio Trenino FAP. 

 

 
 
  

 

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