Escursione al Lago Brasimone con... deviazione imprevista
 

Inspiegabilmente, i riferimenti forniti da Google map non corrispondevano ai sentieri percorribili.

 

Vincent Chiti

   

13 luglio 2019 Ponte Sospeso 2 
Sabato, 18 luglio 2020, La Guardata.   Stiamo percorrendo la Diga del Brasimone; il gruppo che vedete è composto da: Francesca Crea, Francesco D'Agostino, Graziano Michelini, Antonio Baglioni,  Alessandro Quinzi, Marzia Mantero, Beatrice Mantero, Valerio Frabetti, Micaela Gerbi, Silvano Bolognini, Domenica D'Agostino ed io (che scatto la foto). 

  

E' stata un'escursione sui generis, nata come una passeggiata non molto impegnativa e terminata con le magliette ben intrise di sudore ed i piedi indolenziti. Cos'è successo? Be', la colpa è anche mia che ho costruito il percorso fidandomi solo dei riferimenti di Google map. Con il senno di poi avrei certo consultato anche delle mappe dei sentieri più specifiche, ma il percorso sembrava così semplice e lineare che un ulteriore approfondimento mi era sembrato inutile. Dovevamo circumnavigare il lago in senso orario, facendo a metà percorso una deviazione per raggiungere la località panoramica del Poggio delle Vecchiette. 

   

Quando, poco poco che ci eravamo incamminati, siamo giunti alla centrale del Brasimone, abbiamo avuto il sentore che qualcosa non quadrava: la strada era infatti sbarrata da un cancello. Guardandoci attorno abbiamo trovato l'inizio di un sentiero che portava in alto, consentendoci probabilmente di aggirare l'ostacolo. Mezzora più tardi, resici conto che il sentiero non portava proprio nella direzione desiderata, abbiamo chiesto informazioni ad un tizio che arrancava in mountain bike  sull'impervia ed acciottolata salita con la lingua di fuori. Con il respiro affannato ci ha indicato una direzione, balbettato qualcosa di un Passo ad una mezzora di distanza e rammentato il Poggio delle Vecchiette. 

   

Pensando di avere capito ma non tutto, ci siamo avviati per uno stradello in salita il quale, dopo una mezzora, ci ha portato di fronte ad un un bivio con un cartello recante la scritta: Poggio delle Vecchiette. Che fare ora, deviare per quella destinazione o proseguire diritto e scendere verso il lago? Nessuno aveva più voglia di prendere per il poggio, la nostra meta, e ci siamo avviati nella discesa. Io però avevo questo dubbio, che ho espresso per scaramanzia ad alta voce: ­"Stai a vedere che in fondo ci ritroviamo un altro cancello chiuso." Qualcuno mi ha guardato male e tutti ci siamo augurati di no, ma dopo un'altra mezzora di cammino così è stato; incredibilmente, senza alcuna indicazione che avvisasse di questo prima, la strada terminava sulla sponda del lago con un cancello che chiudeva una recinzione. Non solo, proseguendo per la strada asfaltata in direzione opposta verso l'alto per un altro chilometro, ci siamo ritrovati di fronte ad un'altra situazione analoga.

A questo punto, non ci è rimasto altro che tornare indietro al punto di partenza. Quando siamo ripassati davanti al bivio con il cartello, ci sono tornate alla mente le parole del ciclista, questa volta collegate in modo corretto. Ovverosia, dovevamo arrivare al valico e, a quel bivio, prendere la deviazione per il Poggio delle Vecchiette, che era l'unico modo per aggirare il vasto territorio recintato attorno alla centrale. Così facendo, avremmo potuto terminare la circumnavigazione del lago e risparmiare pure un bel po' di tempo e fatica. "Meglio un uovo oggi che una gallina domani", recita un vecchio proverbio ma, nel nostro caso, il detto non è proprio azzeccato! 

 

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                                                                                                                                                                                                                                                    Le prime due foto riprendono la diga e lo sviluppo del lago.

Le altre sono immagini della camminata. In terza fila, a sinistra, Valerio ed Alessandro si sono appena dissetati alla fonte dietro di loro. A destra,Graziano aiuta Beatrice ad attraversare un piccolo guado. 

Nell'ultima foto Francesco mi saluta, come ad invitarmi a tornare indietro dalla deviazione che avevo preso per riprendere un paesaggio, impaziente di raggiungere il paese e pranzare. 

   

     
6 aprile 2019 Victoria ex Inps 15Un funghetto trallallà...

     

Non lo conoscevo come esperto fungaiolo, fino a quando Silvano ha trovato un paio di porcini proprio al lato del sentiero che stavamo percorrendo. Erano coperti dalle foglie, ma lui ha notato un rigonfiamento anomalo e lì ha scoperto il primo fungo (che vedete qui accanto), ha poi cercato nei dintorni ed ha trovato il secondo. A questo punto qualcuno di noi, ingolosito, ha provato ad estendere la ricerca, ma tutto ciò che è spuntato fuori sono stati alcuni fungacci non commestibili. Qualcuno ha attribuito alla sfortuna la differenza di risultati ottenuti dagli improvvisati cercatori, io ricordo però un aforisma di Napoleone (Bonaparte) che diceva così: "Anche la fortuna fa parte del bagaglio di un generale vincente". 

   

  

13 luglio 2019 Ponte Sospeso 7Sosta rifocillante in riva al lago 

     

Al termine dell'insolita ed un po' stressante escursione, ci siamo fermati a rifocillarci in un chiosco in riva al lago, gustandoci un appetitoso menù a base di tigelle e crescentine con prosciutto e formaggio. E, dato il caldo, sia per i guidatori che per i passeggeri, birra a gogò.     

                                  

 

 
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