Escursione al Ponte di Castruccio Castracani e al Ponte Sospeso
 

Interessante connubio tra riferimenti storici, finale emozionante e degustazione di pietanze tipiche locali.

 

13 luglio 2019 

13 luglio 2019 Ponte Sospeso 2 
Il gruppo dell'Inps di Pistoia che ha partecipato all'escursione, ripreso davanti al lastricato della chiesa di Popiglio. Da sinistra: Francesca Crea, Francesco D'Agostino, Graziano Michelini, Antonio Baglioni, Vincent Chiti (accucciato), Marzia Mantero, Valerio Frabetti, Micaela Gerbi, Beatrice Mantero e Domenica D'Agostino. 

  

Dopo aver lasciato le macchine in un piccolo parcheggio nei pressi della Chiesa di Popiglio, ci siamo avviati per una stradicciola lastricata in discesa che ci ha condotti fuori dal paese. Circa un chilometro e mezzo dopo, in località Lolle, siamo giunti al ponte di Castruccio Castracani, che sovrasta il fiume Lima impressionando per la sua struttura possente e particolare.                                                                             Il ponte fu fatto costruire da Castruccio Castracani, condottiero e signore di Lucca, nei primi anni del 1300 sul fiume Lima, che a quel tempo segnava il confine tra Lucca e Pistoia. Realizzato con una volta unica a tutto sesto, si ergeva di oltre dieci metri sul letto del fiume; il gioco di pendenze serviva a rendere il più agevole possibile il passaggio con i carri, che dovevano coprire il forte dislivello tra i due punti di attacco alle rive.
Sulla sponda lucchese del fiume c'erano i due edifici chiamati 'le due dogane' (ora adibiti ad agriturismo), i quali all'epoca controllavano il traffico di merci e persone tra Lucca e Pistoia. D’altronde, il buon Castruccio in qualche modo doveva rientrare nelle spese di costruzione…
Nei d’intorni, sul lato pistoiese, abbiamo visto i resti del Mulino di Domenico, alimentato dal torrente Torbida, costruito tra la fine del ’700 e la prima metà dell’800 e rimasto in funzione fino alla metà del '900. 

   

Dopo una breve sosta con divagazione nei dintorni alla ricerca di un altro ponte caratteristico ma più piccolo, ci siamo rimessi incammino per il Ponte Sospeso. Seguendo le indicazioni di una cartina redatta in modo artigianale dall'associazione Valle delle Lune (e sperando che questa non ci facesse perdere nei boschi...), abbiamo deviato dallo stradello asfaltato per immetterci in un piccolo spiazzo erboso terminante in un tratturo. Da qui, dopo altre deviazioni nel mezzo di un paesaggio agreste, abbiamo raggiunto Mammiano Basso. Ormai la nostra mèta era vicina e, difatti, un quarto d'ora più tardi ci trovavamo all'ingresso del Ponte Sospeso ed accanto al ManuDream Bar, dove avevamo prenotato il pranzo. 

 

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Nella terza fila, due singolari immagini sul cammino verso il Ponte Sospeso.

Quarta fila, il nostro gruppo (manco ovviamente io) alla deviazione per il sentiero verso il Ponte Sospeso. Accanto, Valerio Frabetti accanto alla Torre di Rimando. 

   

     
6 aprile 2019 Victoria ex Inps 15Sosta al ManuDream Bar 

     

Al termine della camminata nel bosco, siamo arrivati in prossimità del Ponte Sospeso, dove avevamo in programma di fermarci a mangiare qualcosa. Alcuni però, io per primo, non abbiamo resistito dall'andare a vedere il ponte e, titubanti, ad attraversarlo. Poi siamo tornati subito indietro dagli altri; allora direte voi, per qual motivo lo abbiamo fatto? Mah, la vita è interessante anche (e soprattutto) per le cose che facciamo apparentemente senza senso, per il gusto di farle.                                                                                              Poi ci siamo fermati al ManuDream Bar, dove avevamo prenotato, segnalatoci, indovinate da chi? da Alessandro Quinzi, il quale pare abbia testato quasi tutti i ristoranti e pizzerie del pistoiese ed anche oltre. La soffiata si è rivelata comunque azzeccata e ci siamo mangiati un ottimo piatto di prosciutto toscano al pepe rosa, formaggio locale, sottaceti con tigelle e schiacciatine. C'erano anche degli ottimi dolcetti, ma eravamo satolli e solo i golosi io e Valerio li abbiamo presi. Io, poi, ho concluso facendomi incartare un intero castagnaccio.      

  

Attraversamento del Ponte Sospeso  

      

E' il più lungo ponte con tali caratteristiche d'Italia.

   

Il Ponte Sospeso collega i due versanti del torrente Lima tra Mammiano Basso e Popiglio e misura 227 m di lunghezza, 36 m di altezza massima dal letto del fiume e 80 cm di larghezza. E' inserito nel Guinness dei primati come il più lungo ponte sospeso pedonale d'Italia e, fino al 2006, lo era del mondo. Fu inaugurato nel giugno del 1923, per consentire agli operai di Popiglio di raggiungere le fabbriche della SMI situate sul versante opposto, evitando loro di percorrere a piedi sei chilometri. Col tempo il ponte ha perso la sua funzione primaria, diventando però una importante attrazione turistica.
Gli ultimi lavori di miglioramento, risalenti al 2004, lo hanno reso più stabile e resistente, completamente in metallo, ma la sua traversata regala comunque l’emozione di sentirsi sospesi a mezz’aria. Nelle giornate ventose in qualcuno potrebbe insinuarsi pure il  dubbio: "Arriverò dalla parte opposta?" Ma certo che ci arriverà, ch’io sappia non c’è mai morto nessuno… o meglio, l’affermazione non vale per i suicidi, che pare trovino quel luogo ideale per il loro lugubre definitivo scopo.

 

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13 luglio 2019 Ponte Sospeso 713 luglio 2019 Ponte Sospeso 3       

                                                          Inquadrature da sopra il Ponte Sospeso. Nella seconda e terza, l'agreste paesaggio sottostante. Nell'ultima Valerio Frabetti che ha, finalmente, raggiunto i gradini finali, poi Marzia Mantero ed Antonio Baglioni. 

 

Puntata pomeridiana a Lucchio, un paesino abbarbicato sulle pendici della montagna

      

Dal momento che era ancora primo pomeriggio, abbiamo deciso di fare una puntatina al vicino paesino di Lucchio. Ho detto vicino perché dista una decina di chilometri da Popiglio ma, dopo aver percorso la stradina stretta e tortuosa, simile a quella che da Cutigliano porta al Melo, è probabile non usereste più tale avverbio.  Visto da lontano, è impressionante vedere le case attaccate alla montagna come fossero parte di un collage. Abbiamo parcheggiato vicino ad una grande fontana costruita nel 1610, con annesso lavatoio ed abbeveratoio per i cavalli, che fino al 1950 ha rappresentato l'unica fonte di acqua per l'intero paese. Siamo andati quindi a vederlo da vicino, rendendoci conto che solo poche persone vi risiedono stabilmente. La maggior parte sono villeggianti e proprietari che vi tornano saltuariamente, dopo essere emigrati all'estero molti anni fa. Una cosa che mi ha stupito un po', nella piazzetta c'era un vecchio circolino (che probabilmente fa anche da alimentari), sopra la cui porta d'ingresso si notava la scritta malandata "Endas" o un similare.

   

Stavamo per tornare alle macchine, quando Graziano Michelini ed io, volgendo lo sguardo verso l'alto, ci siamo resi conto che mancava ancora qualcosa da visitare: i resti della vecchia Rocca di Lucchio, un tempo strategico bastione medioevale. Ci siamo perciò arrampicati (letteralmente) per uno stretto sentiero pietroso, al termine del quale ci siamo immessi nella piccola piana dove si trovavano i resti della rocca. Da lì il paesaggio era davvero mozzafiato e, per scattare delle foto, portava a sottovalutare il circostante pericolo del vuoto.                                                            Qui finisce la mia cronaca. Il ritorno è sempre una cosa un poco triste ed io preferisco terminare con questa immagine ariosa di mezza estate, la bella giornata vissuta in compagnia di vecchi amici (ogni riferimento all'età è puramente casuale...).

   

Vincent Chiti

 

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                                                                  Nelle prime due foto, singolari viste del paese di Lucchio. Sopra, due immagini dei resti della Rocca di Lucchio che, nel Medioevo, dominava la piana di Lucca. 

     

 

 
 
  

 

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